Susy è una donna minuta di 84 anni e da più di venti tiene un laboratorio creativo gratuito per i bambini della scuola primaria del Gratosoglio. Nel tempo sono stati molti quelli che vi hanno trascorso i pomeriggi, ragazze e ragazzi che si sono fatti strada, mamme che da bambine hanno partecipato e che ora ci portano i loro figli.

Susy abita in quartiere dal 1966, quando era appena nato, e l’ha visto crescere e trasformarsi. Ad animarlo era stato l’arrivo dell’asilo e delle scuole e le persone avevano iniziato a conoscersi attraverso i figli. Negli spazi ampi e senza macchine, tra i palazzi, le famiglie riuscivano ad incontrarsi e ad organizzare giochi come la caccia al tesoro. Con gli anni gli equilibri si erano un po’ incrinati ma a romperli del tutto è stato l’arrivo della droga che, intorno al 1975/76, aveva iniziato a coinvolgere anche ragazzi del quartiere, ragazzi che si conoscevano da sempre.

Per molti anni, insieme ad altri genitori, volontari, associazioni e con il grande aiuto di Don Gino Rigoldi, Susy si è occupata dei ragazzi tossicodipendenti e del sostegno alle loro famiglie, e dopo una formazione presso l’Ospedale Sacco, anche dell’assistenza domiciliare di quelli che nel quartiere si erano ammalati di AIDS.

Il laboratorio creativo della Susy nasce verso la fine degli anni ’90, dalla volontà di fare qualcosa per i bambini più piccoli, per offrire loro uno spazio di creatività e di gioco dove trascorrere il tempo libero ma anche per stimolare l’aggregazione e lo scambio culturale. 

Susy per molti anni ha portato avanti il laboratorio da sola, oggi a supportarla ci sono dei volontari e una ragazza diplomata all’Accademia di Brera che l’aiuta a mettere in pratica le idee. Quest’anno hanno partecipato circa 60 bambini, divisi in due turni, la maggior parte dei quali stranieri.

Nel laboratorio della Susy si realizzano lavoretti per occasioni speciali, come la festa della mamma o feste religiose cattoliche, a cui tutti partecipano senza contrasti di religione. Tra i progetti in corso, c’è un libricino da realizzare con i bambini sui paesi del mondo, che partendo dalla geografia porta alla conoscenza dei paesi di provenienza dei genitori e della loro storia. Alle feste organizzate dal laboratorio le mamme partecipano portando i piatti tradizionali.

Susy al Gratosoglio è “un’istituzione” ed è molto amata. Quando è mancato suo marito un gruppo di mamme arabe ha partecipato alla funzione in Chiesa e Kadija, che le fa spesso da interprete, per quattro giorni ha cucinato per lei e i suoi figli, perché come dice la sua tradizione “tu non dei fare nulla, devi stare con il tuo dolore”.

Da qualche mese Susy ha un problema agli occhi, fa fatica a vedere e si muove con difficoltà. Ma non si ferma e tutti le danno una mano, e si è molto commossa quando alcuni dei “suoi bambini” le hanno timidamente rivelato che pregano ogni sera il loro Dio perché lei possa vedere.

 

foto di Elena Galimberti

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