Perché il tuo bambino piange? Questo io non te lo so dire, ma lui probabilmente sì. Come può se non parla ancora? Semplicemente con le sue manine grazie all’uso dei segni.

Lo sanno bene i fondatori di Baby Signs Italia, che da più di tre anni, anche a Milano, sono impegnati nella divulgazione del programma omonimo. Baby Signs è un programma di comunicazione gestuale che, in accompagnamento alla parola verbale, supporta e arricchisce gli scambi comunicativi di tutti i bambini molto piccoli (6-24 mesi) e permette loro di esprimere bisogni, desideri, stati d’animo e perfino emozioni nel lungo periodo prima dell’arrivo delle parole. Si tratta tuttavia di una definizione parziale perché i segni sono anche una bellissima esperienza di relazione con i genitori che possono comprendere meglio le esigenze dei loro piccoli.

A partire dai 7/8 mesi emerge nei bambini l’intenzionalità comunicativa. I piccoli capiscono cioè di avere un ruolo attivo e consapevole negli scambi comunicativi con i genitori: iniziano a indicare ciò che desiderano, stendono la mano per chiedere qualcosa o mostrano oggetti per condividere un interesse. Intorno ai 12/18 mesi i gesti diventano referenziali o simbolici, assumono un significato preciso e stabile, esattamente come con le parole: imparano a salutare facendo “ciao ciao” con la manina, allargano le mani per indicare che qualcosa “non c’è più” o battono le mani per commentare un piccolo successo.

Baby Signs poggia semplicemente su queste competenze dei bambini, rendendo la comunicazione comprensibile e condivisibile con mamma e papà e tutte le persone che condividono il loro mondo.

Numerosi studi hanno dimostrato che la qualità e l’efficacia delle interazioni comunicative genitore-bambino nei primi anni di vita sono la base dello sviluppo emotivo e sociale del bambino e sono strettamente connesse allo sviluppo delle abilità linguistiche e cognitive. Il segno quindi favorisce la costruzione di una base positiva per il futuro sviluppo emozionale del bambino aiutandolo a esprimere i suoi sentimenti in modo costruttivo, favorisce l’accrescimento dell’autostima e la sicurezza in sé stesso e, non ultimo, riduce lacrime e senso di frustrazione che derivante dall’incomprensione da parte di mamma e papà. Il segno è quindi portatore sano di felicità: nel bambino che si sente capito.

Per un genitore imparare i segni è semplice come fare “Ciao ciao”, recita lo slogan di Baby Signs e così in effetti è. I workshop sono momenti di divertente lavoro della durata di due ore e mezza nei quali si chiede ai genitori di partecipare insieme. Pur essendo il modulo per genitori, l’esperienza è naturalmente aperta anche ai professionisti dell’area prima infanzia. Con uno sguardo alle ricerche che supportano il programma, durante il workshop mamme e papà fanno esperienza con i segni apprendendo le strategie per inserirli con successo nella quotidianità. Ciascuna coppia stende un programma personale basato sull’età del bambino, dei suoi interessi e delle sue capacità linguistiche. Insieme, infine, si scoprono i molteplici benefici che il programma regala a tutta la famiglia.

A Milano i prossimi Workshop Baby Signs per genitori saranno sabato 11 maggio e sabato 8 giugno 2019 presso il Circolo Filologico Milanese (Via Clerici, 10). Per ulteriori informazioni e iscrizioni:  roberta.ascari@babysignsitalia.comwww.babysignsitalia.com

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