Un luogo dove imparare cose nuove, raccogliere informazioni utili, trovare aiuto in situazioni specifiche di difficoltà. Ma anche un posto dove guardare un film, fare yoga o ginnastica, organizzare una gita o semplicemente stare insieme e divertirsi. Questo e molto altro sono i Centri Milano Donna (CMD) che stanno nascendo nelle periferie della città.

Il primo ha aperto i battenti a maggio 2018 nel quartiere Gallaratese, in Via Consolini, il secondo a fine novembre, in viale Faenza, alla Barona. “Stiamo lavorando perché ogni Municipio nei prossimi anni possa avere il proprio CMD, con l’obiettivo di aumentare l’inclusione delle donne, il loro senso di autoefficacia e la loro partecipazione attiva alla vita della città”, dice Daria Colombo, Delegata del Sindaco Sala alle Pari Opportunità di genere, che ha avuto dall’amministrazione l’incarico di realizzare il progetto fortemente voluto dal primo cittadino. “Siamo convinti che la creazione dei CMD, con i suoi servizi per i bambini, gli adolescenti e gli anziani, oltre a essere utile alle donne offra un aiuto alle famiglie intere. E poiché sono ancora soprattutto le donne a farsi carico della maggioranza dei problemi familiari, agirà indirettamente su tutto il territorio

Il Centro Milano Donna di via Consolini, nel Municipio 8, per entrare nel merito, ha dedicato dall’inizio molti progetti alle mamme con bambini piccoli.Abbiamo creato un punto dove, sotto la guida di una psicomotricista, le mamme con bambini da zero a un anno possono incontrarsi ed essere seguite nello sviluppo del corretto rapporto con il loro bambino” spiega Lia Ferrario responsabile del Centro. “Da quest’anno abbiamo anche uno spazio famiglia, per coinvolgere il papà – o un altro familiare – nella cura, e alleggerire la mamma”. Ma nel tempo il CMD ha creato anche molte altre attività, come “Allenamente”, corsi per allenare le capacità cognitive, corsi di italiano per straniere, aperitivi in inglese, corsi di formazione al lavoro

La caratteristica di questo CMD è quella di avere un pubblico molto eterogeneo, per età, condizione sociale, cultura”, dice Ferrario. “Vogliamo coinvolgere tutti facendo in modo che nessuno resti escluso e per questo abbiamo optato per la gratuità di tutte le iniziative. Per favorire l’aggregazione abbiamo inoltre stabilito che fra una attività e l’altra ci sia almeno un’ora libera. Le donne così hanno modo di incontrarsi, di chiacchierare tra loro davanti a un tè o a una tisana. Nascono amicizie anche con persone di età diversa, per esempio con le donne che arrivano al Centro per seguire l’incontro successivo. Il CMD contribuisce in questo modo a creare una rete di relazioni nel quartiere”.

Al Centro Miliano Donna di Viale Faenza, invece, l’età delle partecipanti, per il momento, è in media più alta. “Qui vivono molti anziani”, spiega Rita Barbieri, Assessore per le Politiche Sociali e di genere del Municipio 6. “Abbiamo verificato subito che uno spazio per le donne, ma aperto a tutti, in questo punto della periferia è provvidenziale perché sta funzionando molto bene con le persone del quartiere. Stiamo realizzando diverse iniziative alle quali hanno partecipato molte donne mature, ma vogliamo coinvolgere nei nuovi progetti tutte le fasce di età”.

Il CMD ha appena inaugurato un doposcuola gratuito per i bambini della scuola primaria e preso contatti con gli operatori di QuBì (Quanto Basta), il progetto di Fondazione Cariplo contro la povertà infantile, per realizzare progetti comuni. In Viale Faenza la nascita del CMD si è rivelata da subito preziosa anche in modo inaspettato: nei primi due mesi di vita si sono rivolte al Centro una decina di donne vittime di violenza di genere. Ad aggiudicarsi il bando per la gestione del CMD6 infatti è stata infatti l’associazione Telefono Donna, attiva su questo tema dal 1992. “L’impressione è per una donna possa essere più semplice avere un primo contatto attraverso una struttura che non è specificamente dedicata al tema della violenza. Poi naturalmente è necessario indirizzare le donne verso un percorso specializzato per la loro sicurezza” dice Paola Aquaro, di Telefono Donna.

Mentre il lavoro nei primi due centri prosegue, il prossimo CMD sta per nascere in via Bra, nella periferia nord orientale della città. “Il Municipio ha già deliberato da tempo per l’apertura del Centro e abbiamo già avuto un primo incontro con le associazioni del quartiere, essenziale per fare rete e per capirne meglio quali sono i bisogni del territorio”, conclude Daria Colombo. “Stiamo attendendo l’inizio dei lavori di ristrutturazione che renderanno agibile uno spazio individuato, perfetto per lo scopo”. Anche il prossimo CMD nascerà in un luogo della città lontano dal centro, ma ben collegato dalla linea verde della metropolitana.

 

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